Albo dei volontari


Consiglio Direttivo

Antonino Maria Santi Valastro Presidente Onorario e Socio Fondatore (Catania), autore dell’autobiografia edita dall’associazione “Attraversando la semplicità”.

Orazio Maria Valastro (Sociologo), Presidente e Socio Fondatore (Catania)
Sociologo e ricercatore indipendente, Direttore scientifico di M@gm@ Rivista internazionale di scienze umane e sociali (www.analisiqualitativa.com), affiliato alla Società internazionale di mitanalisi (Montréal – Québec), Dottore di ricerca in sociologia Université Paul Valéry (Montpellier), dirige gli Ateliers dell’immaginario autobiografico dell’OdV Le Stelle in Tasca (www.lestelleintasca.org), laureato in Sociologia presso l’Université Paris Descartes, perfezionato in Teoria e analisi qualitativa nella ricerca sociale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, formatore autobiografo nelle scritture relazionali di cura presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.

Maria Crivelli, Vice Presidente Tesoriere e Socio Fondatore (Catania), Responsabile Comunicazione e Fundraising
“Disporre di strumenti di riflessione per valutare il proprio percorso esperienziale e condividerlo con persone sconosciute è l’elemento geniale dei laboratori cittadini. La libertà di raccontarsi, la costruzione dal nulla di un rapporto di complicità con il gruppo, che ti restituisce immediatamente le proprie impressioni su ciò che hai appena scritto/disegnato/narrato, ti fa comprendere che non bisogna mai rinunciare ad ascoltare se stessi e gli altri.”

Silvana Nicotra, Segretario (Catania)
“Svolgo attività di gestione amministrativa del credito. Ho frequentato un corso di tecnica e narrazione della fiaba. Adoro le fiabe, mi piace leggerle e qualche volta inventarle. Grazie a questa esperienza di scrittura autobiografica ho scoperto il piacere di raccontare e di raccontarmi. L’esperienza degli Ateliers dell’Immaginario Autobiografico mi ha offerto la possibilità di vivere, attraverso la scrittura, il mio pensiero, la mia espressione, l’emozione di sentire, mentre scrivo, la presenza del mio Sé e del mondo.”

Soci ordinari

Anna Antonazzo (Catania)
L’anno scorso, nel 2016, ho frequentato il laboratorio cittadino di scritture autobiografiche. E’ stata una bella esperienza. Proprio quella che alla mia età, in cui si è maggiormente propensi alla riflessione, cercavo: me ne accorgo dai miei scritti, dove talvolta mi addentro in intensi momenti di riflessione, sperando che un giorno la nebbia all’orizzonte si diradi facendo vedere, finalmente, i veri contorni della vita. Questa esperienza mi ha fatto capire il vero significato dell’ascoltare : “l’ascolto sensibile”, come dice Orazio Maria Valastro, Presidente dell’Associazione. Perché senza ascolto non ci può essere riflessione: il mare borbotta perché vuole essere ascoltato, il vento sussurra perché vuole essere ascoltato e le persone, quando e se lo fanno, parlano per essere ascoltate. E non hanno bisogno di un tuo intervento o intromissione nel loro parlare: desiderano soltanto essere ascoltate. Ed io ho imparato ad ascoltare e mi piace. Questo m’induce ulteriormente alla riflessione, diventa un arricchimento. Ed è per questo che ho deciso di aderire attivamente all’Associazione.

Maria Grazia Bianca (Siracusa)
Consulente in scrittura autobiografica. È laureata presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, classe delle lauree in scienze della mediazione linguistica e svolge il ruolo part time di responsabile amministrativa per una società di ingegneria.

Anna Maria Caruso (Catania)
Buongiorno, mi chiamo AnnaMaria. Ho 54 anni. Ho conosciuto quest’associazione di volontariato tramite un’amica, Giacoma, che mi ha invitata alla presentazione del suo testo nel novembre del 2013. Non ero a conoscenza di questo progetto ma ne rimasi subito colpita e affascinata al tempo stesso perchè ho sempre detto mi piacerebbe scrivere ma non avrei saputo da che parte inizare. Fu così che mi scrissi al laboratorio di scrittura autobiografica che si sarebbe svolto a cavallo tra la fine del 2013 e il 2014. Ho avuto modo di conoscere Orazio Maria, un guru insostituibile e Maria, Luigia e Nadia, che, con grande delicatezza ci hanno affiancate durante la durata del laboratorio. Qui ho conosciuto gli altri partecipanti al corso, con ognuno di loro, da subito, si è creata un’alchimia di empatia e discrezione, al punto tale che, sin da subito, le nostre anime hanno danzato tra confidenze e ricordi che piano, piano, affioravano alla mente di ognuno. Ho voluto dare un seguito alla mia esperienza dando, a mia volta, la mia disponibilità e mi sono inserite fra le volontarie, di cui mi onoro fare parte oggi. Grazie ad Orazio Maria. Grazie a Maria e a tutti voi per avermi accolta a braccia aperte.

Giacoma Coniglione (Catania)
“Scrivere per raccontare i miei pensieri, scrivere per farmi capire, scrivere per farmi delle domande: perché scrivere, cosa voglio raccontare, perché farlo. Scrivere è un modo di riflettere sulla propria vita, ed anche un modo di rendere più sopportabile il dolore. Scrivere è anche il piacere di raccontare qualcosa di tuo. Ho amato scrivere di me. La mia prima autobiografia cominciata per caso è finita con consapevolezza.”

Maria Rita Di Mauro (Catania)
Rileggendo la mia autobiografia, mi trovo ancora una volta, a rivedere la mia vita già passata. Come una spettatrice seduta in prima fila, dentro la sala vuota di un cinema, seguo le immagini di una pellicola in bianco e nero. Rivedo persone e situazioni che riconosco e, come allora, gioisco, mi commuovo o mi sento indignata e ferita. Ho provato a chiedermi perché scrivo e affronto tutto questo. Non bastavano, certe cose, averle già vissute una sola volta? E tutto quello che ho scritto a chi potrà mai essere utile? … Non ho una risposta per nessuna di queste domande ma di una cosa sono certa … ne è valsa la pena!

Nadia Garilli (Catania)
Laureata in Scienze della Formazione. “Ho iniziato a frequentare gli ateliers dell’immaginario autobiografico grazie al consiglio di due amiche, provavo un certo timore e credevo di essere forse troppo giovane e immatura per poter scrivere un racconto autobiografico… quanto mi sbagliavo! Non si è mai troppo giovani per raccontarsi e per compiere questo viaggio dentro se stessi, tutti, infatti, abbiamo una vita e pertanto tutti abbiamo qualcosa da raccontare. Spesso, anzi, proprio in queste occasioni, scopriamo di avere a disposizione un vero scrigno del tesoro, pieno di esperienze significative, emozioni, sogni e affetti che aspettano solo di essere narrati per trovare un nuovo significato, un senso, un nuovo ordine da cui trarre lezioni di vita, utili, non solo per chi scrive, ma anche per chi legge e ascolta.”

Ezia Gatti (Alessandria – Catania)
“1941… La città è avvolta nella nebbia che la rende ancora più buia. Il silenzio è così totale da sembrare assordante. E sa di paura. In una casa dalle finestre oscurate, così come sono oscurate tutte le altre finestre, illuminata solo dal debole chiarore di una candela, una donna sta soffrendo. E ad un tratto si ode un urlo lacerante seguito da un vagito: è nato! Anzi è nata. E così sono entrata nel mondo, tra l’ululare delle sirene e il rombo degli ae-roplani: sono le 23.59 del 1° dicembre. La guerra imperversava sull’Europa: una delle tante follie dell’uomo che continuano, a tutt’oggi, a dilaniare qual-che parte dell’universo.” (Un minuto a mezza notte: racconto autobiografico)

Luisa La Carrubba (Catania)
Voglio rivivere attraverso le mie parole la realtà del passato e provare le stesse emozioni senza nostalgia ma riappropriandomi di ciò che mi ha fatto diventare quella che sono adesso. Parole che raccontano immagini, emozioni e sentimenti; parole che scaturiscono dal profondo dell’animo in attesa di una collocazione in una sequenza temporale definita cercando affannosamente di ricostruire tutti i passi del percorso di una vita vissuta. Parole per non dimenticare.

Santina Valenti (Catania)
Mi chiamo Santina ma gli amici mi chiamano Sandra. E’sicuramente quest’ultimo il nome nel quale più mi identifico e che mi ha accompagnato nel corso degli anni più significativi; quelli cioè di cui ho ricordo. Il mio interesse verso le motivazioni più profonde che muovono le azioni umane mi ha condotto a scegliere un percorso di studi come quello della sociologia che per l’appunto tenta di descrivere e motivare tali azioni, cui continuamente cerco di trovare un senso. Dare un significato alle azioni che muovono il mondo e, insieme, me stessa nel mondo, posso dire che è un movimento dell’anima che plasma e da forma alla mia vita. E il sentimento che per me rimane un grande mistero accompagna questo movimento incessante.

Lina Tringali (Viagrande, Catania)
È nata a Catania nel 1938. L’arte e la cultura sono stati gli elementi che ha sempre respirato in famiglia e nel lavoro. Ha ricevuto una formazione manageriale presso una importante azienda americana che le ha consentito di svolgere, successivamente, attività imprenditoriali in diversi settori dell’Arte, tra cui quello della Fotografia d’Epoca, in collaborazione col Museo Alinari di Firenze. Ha promosso attività di volontariato, finalizzate al cambiamento e alla crescita personale. Scrivere è diventata una necessità, un bisogno liberatorio, che ha dovuto assecondare per continuare a dare le sue risposte ai perché della vita.